
Fabiano Ghislandi è nato a Bergamo nel 1953.
Dopo il conseguimento della maturità artistica, si è diplomato in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera nel 1977. Nel 1984 ha iniziato l’attività di illustratore e grafico pubblicitario.
Dal 1989 è stato titolare della cattedra di Discipline Plastiche al Liceo Artistico di Bergamo.
Nel 2007, dopo essersi abilitato all’insegnamento di progettazione grafica negli istituti superiori ( A07-Arte della fotografia e della grafica pubblicitaria) nel corso di specializzazione SILSISMI biennio 2004/05, ha insegnato Progettazione Grafica nel triennio di indirizzo Grafico (Sperimentazione Michelangelo) presso il Liceo Artistico “Giacomo e Pio Manzù” di Bergamo, fino al 2016.
Il percorso artistico e professionale di Fabiano Ghislandi risente certamente dell’esperienza acquisita, oltre che nella originaria formazione nell’ambito della scultura, anche nel settore della grafica pubblicitaria e dell’industrial design. Ne sono evidente testimonianza, tanto nelle opere figurative quanto in quelle astratte, una tensione al raccordo tra vari approcci artistici, alla sottolineatura degli aspetti strutturali, l’attenzione ai valori plastici e materici: tutti elementi che prevalgono nel suo intento compositivo e che ne costituiscono senz’altro la cifra più riconoscibile. Un denominatore comune emerge costantemente nei vari temi che l’autore ha affrontato nel corso di questi ultimi trent’anni: la ricerca di quella componente arcaica che rimanda alle origini dell’uomo, l’attenzione ad una sorta di cristallizzazione operata dal tempo sulla materia e sull’uomo da epoche ancestrali. Tutti temi in cui l’autore, sempre rifuggendo da abbellimenti e mistificazioni, è arrivato alla elaborazione di una sua poetica del tutto congruente: in cui, cioè, la possibilità e il senso dell’emozione fanno necessariamente tutt’uno con la tensione conoscitiva e strutturale. Testimonianza significativa di tale percorso sono, nelle opere figurative degli anni ’90, le figure femminili rappresentate come sassi levigati dal tempo; gli elmi e gli scudi visti piuttosto come emblemi di una condizione umana che come strumenti di difesa, mentre già nei paesaggi si rivelano, negli squarci e nelle sezioni, le stratificazioni che si sono formate attraverso le varie ere geologiche: filone, quest’ultimo, che si rivelerà poi fecondo di sviluppi e variazioni.
Attualmente svolge attività di ricerca nel campo dell’immagine e della comunicazione visiva.
